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ESSICCAZIONE

L’aria compressa in uscita dal compressore è satura di vapore d’acqua che, espandendosi nelle varie apparecchiature, si raffredda per la repentina espansione dando luogo a formazione di condensa.

Per evitare che la condensa provochi danni alle apparecchiature è necessario procedere all’essiccazione dell’aria compressa e tale processo si può ottenere sfruttando sostanzialmente due principi: fisico e chimico.

Il principio fisico è adottato nell’essiccazione a ciclo frigorifero, ed è impiegato in oltre il 90% delle applicazioni e particolarmente per gli impianti in luoghi chiusi perché il suo limite è il punto di rugiada in pressione che non può essere inferiore a 0°C poiché si ha la formazione del ghiaccio nel condensato.

Il principio chimico è adottato nell’essiccazione ad adsorbimento che permette di raggiungere punti di rugiada in pressione sino a -90°C.

Questo sistema sfrutta la proprietà igroscopica che hanno alcuni materiali essiccanti di assorbire e cedere umidità.

Altri sistemi di essiccazione, poco diffusi nell’industria, sfruttano la capacità che hanno alcune membrane di lasciarsi attraversare dalle molecole di acqua ma non dall’aria.

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